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Speciale Fiocchetto Lilla 💜 Emotifood News

by Emanuel Mian, Emanuela Russo, Emotifood
Mar 15, 2026
Connetti con noi

 

Ciao da Emanuela e da Emanuel, insieme siamo... Emotifood! ☀️

Oggi è il 15 marzo, la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla e ieri abbiamo passato l'intera giornata a fare quello che facciamo ogni giorno da oltre vent' anni: camminare fianco a fianco con persone in lotta contro cibo, corpo ed emozioni.

Abbiamo ascoltato Sofia raccontarci, con gli occhi bassi, di quella volta in cui ha deciso di "iniziare una dieta" dopo che un compagno le aveva detto: "Ma te non eri più magra prima?" Abbiamo visto una madre piangere chiedendoci: "Dottore, dove ho sbagliato? Perché mia figlia non mangia più?"

Abbiamo parlato con un'insegnante che ci ha chiamato disperata: "Io lo vedo che c'è qualcosa che non va, ma non so cosa dire, ho paura di peggiorare le cose..."

E stamattina, prima di ricominciare a camminare con queste persone, con i loro genitori, famiglie, amici, partner, insegnanti, allenatori, con tutte le persone che stanno loro vicino o che vorrebbero esserlo ma non sanno cosa fare o come farlo, ci siamo fermati.

E abbiamo pensato: questa newsletter può essere un aiuto.

Può valere più di mille parole dette nel momento sbagliato e può fare la differenza tra un "ti vedo" e un "non so come dirtelo". Può essere quel ponte che manca tra chi soffre e chi vuole aiutare ma non sa da dove iniziare.

"Tutto è iniziato con una dieta."

Questa è la frase che sentiamo più spesso nei nostri studi. Ma sapete cosa scopriamo sempre, andando più a fondo?

Che quella dieta era iniziata dopo un commento.
Che quel commento aveva seguito uno sguardo.
Che quello sguardo aveva confermato un pensiero che girava già da troppo tempo nella testa.

Sofia aveva 14 anni quando un compagno le disse: "Ma te non eri più magra prima?" Tre mesi dopo, pesava 38 kg.

Alessio, cresciuto in una famiglia con grandi difficoltà economiche, aveva imparato che il cibo era un simbolo di povertà. Rifiutarlo significava dire: "Non ho bisogno di niente."

Layla, divisa tra la cultura familiare dell'abbondanza e i modelli social della magrezza estrema, ha trasformato il suo corpo in un campo di battaglia culturale.

Ogni storia è diversa, ma c'è sempre un prima...

 E quasi sempre, inizia con le parole sbagliate.


🔥 Perché il linguaggio conta.

 

"Sei troppo magra." "Stai meglio così." "Mangia, dai, che ti fa bene." "Ma perché non ti metti a dieta?" "Sei perfetto così."

Ogni parola pesa. Letteralmente. E spesso, sono proprio le persone che amano di più come i genitori, insegnanti, amici a pronunciare, senza volerlo, le frasi che fanno più male.

Perché vi raccontiamo questo oggi?

Perché le statistiche ci dicono che circa 1 ragazzo su 10 svilupperà un disturbo alimentare. L'età di esordio si sta abbassando drasticamente e l'aumento dei casi è evidente a tutti noi che lavoriamo sul campo.

Ma i numeri non raccontano le storie, ma sono le storie che cambiano le vite. Oggi, nella Giornata del Fiocchetto Lilla, vogliamo darvi qualcosa di concreto. Non solo consapevolezza (quella c'è già), ma strumenti pratici per riconoscere i segnali, per intervenire senza fare danni, per capire quando e come chiedere aiuto.

Perché sappiamo che molti di voi, genitori, insegnanti, educatori, amici, vi siete già chiesti: "C'è qualcosa che non va?" e non avete saputo come rispondere.

Questa newsletter è per voi. Per chi si è svegliato questa mattina con lo stesso dubbio che abbiamo avuto noi guardando il frigo o preparando il caffè: "Cosa posso fare io?"

Spoiler: Potete fare moltissimo.

Il vostro sguardo attento può fare la differenza tra una malattia che cronicizza e una vita salvata.

Pronti? Iniziamo.

La vita è troppo preziosa per piangere davanti a un biscotto. Sofia, Alessio e Layla non hanno iniziato odiando il cibo, hanno iniziato cercando di controllare un dolore che non aveva voce. Il disturbo alimentare non è un capriccio, è un meccanismo di sopravvivenza che si è rotto.

Spesso ci fermiamo a ciò che è evidente, ma i Disturbi del Comportamento Alimentare sono come un iceberg: quello che emerge è solo una piccola frazione di un mondo sommerso fatto di emozioni, paure e tentativi disperati di riprendere il controllo.

Riconoscere i segnali non è sempre facile, perché spesso si nascondono dietro gesti che sembrano banali o, peggio, "virtuosi".

Per aiutarvi a guardare oltre, abbiamo preparato due guide visive che riassumono quello che incontriamo ogni giorno in studio:

  • L'Iceberg dei DCA: Per capire che dietro un'azione evidente c'è sempre un bisogno profondo che non trova altre parole per esprimersi.

  • Guida ai segnali deboli: Una tabella pratica per tradurre alcuni comportamenti quotidiani, dal modo di tagliare il cibo all'ossessione per i corpi altrui nel loro reale significato emotivo.


L'obesità è (anche) un

 Disturbo Alimentare invisibile

Non possiamo parlare di Fiocchetto Lilla senza parlare di obesità. Per troppo tempo abbiamo commesso l'errore di dividere il mondo in due: chi è "troppo magro" e ha un disturbo, e chi è "in sovrappeso" e deve solo mettersi a dieta.

Niente di più sbagliato. Molte forme di obesità sono in realtà l'esito di un disturbo alimentare non riconosciuto, come il Binge Eating Disorder (BED). In questi casi, il corpo grande non è il problema, ma lo "scudo" o la conseguenza di un dolore che si cura con il cibo.

Giudicare chi ha un corpo grande dicendo "Dovresti solo mangiare meno" è come dire a chi soffre di anoressia "Dovresti solo mangiare di più". Entrambe le frasi ignorano la complessità del cervello emotivo e del metabolismo.

Il "Peso" del Giudizio

Nessuna descrizione alternativa per questa immagine

C'è un termine tecnico per questo: Weight Bias (lo stigma del peso). È quel pregiudizio invisibile che porta la società e a volte purtroppo anche i medici, a pensare che una persona in un corpo grande sia "pigra" o "senza autocontrollo".

Ma sapete cosa succede nel cervello di chi soffre di Binge Eating? Proprio come vi spiegavamo parlando dei neuroni della fame e del circuito della dopamina, il cibo viene utilizzato come un vero e proprio anestetico emotivo. Non è fame biologica; è fame di sollievo da un'ansia, da un trauma o da un vuoto che non trova parole.

Perché la dieta restrittiva è spesso benzina sul fuoco

Prescrivere una dieta restrittiva a chi usa il cibo per regolare le proprie emozioni senza prima lavorare sulla mente è pericoloso.

  • Aumenta il senso di colpa e la vergogna.

  • Innesca il meccanismo della "fame reattiva": più mi privo di qualcosa, più il mio cervello rettiliano ne diventerà ossessionato.

  • Porta al fallimento della dieta, che conferma alla persona il pensiero distruttivo: "Vedi? Non valgo nulla, non riesco nemmeno a seguire uno schema".

La vita è troppo preziosa per lasciarsi rubare la gioia da un numero sulla bilancia o dal giudizio altrui. Chi convive con l'obesità legata a un disturbo alimentare non ha bisogno di un "vigile del piatto", ma di qualcuno che lo aiuti a togliere quell'armatura di peso per scoprire cosa c'è sotto.

 

La mappa del dolore: i disturbi in una parola

Disclaimer: La mente umana è complessa e una diagnosi non definisce chi sei. Queste definizioni servono solo a dare un nome a un sofferenza che spesso sembra innominabile.

I DCA non sono tutti uguali, ma hanno una radice comune: il cibo usato come regolatore emotivo.

  • Anoressia Nervosa: Controllo. Quando il mondo fuori fa paura, il numero sulla bilancia diventa l'unica certezza granitica.

  • Bulimia Nervosa: Caos. Un'altalena estenuante tra il bisogno di riempirsi per non sentire il vuoto e il terrore di restare pieni.

  • Binge Eating (BED): Anestesia. Usare il cibo per mettere a tacere un dolore o un'ansia che non trovano altre vie di fuga.

  • ARFID (Evitamento): Paura. Non è "fare i capricci", è una reazione viscerale di protezione verso consistenze o odori percepiti come pericolosi.

  • Vigoressia: Insoddisfazione. L'ossessione per il muscolo perfetto che nasconde il sentirsi sempre "troppo piccoli" nel mondo.

  • Ortoressia: Prigione. Quando la ricerca della salute diventa un'ossessione che cancella la gioia e la socialità.


⚠️ Per gli "occhi attenti"

Insegnanti, Amici, Genitori

Voi siete le sentinelle e spesso siete i primi a vedere l'ombra prima che diventi buio pesto.

Cosa osservare (oltre al piatto):

  • Il cambiamento dell'umore: Un'improvvisa irritabilità o una chiusura a riccio che non c'era prima.

  • Il calo di rendimento: Il cervello senza energia fatica a concentrarsi.

  • L'isolamento: "Ho già mangiato", "Non ho fame", l'evitamento sistematico dei momenti di convivialità.

Cosa fare (e cosa NON fare):

  • SÌ: Scegliete un momento protetto, lontano dai pasti. Dite: "Ho notato che ultimamente sei molto stanco/a e mi mancano i nostri sorrisi. Io ci sono, se vuoi parlarne".

  • NO: Evitate commenti sul corpo, anche se positivi. Per un DCA, "Come stai bene, sei dimagrita" suona come "Continua così, stai andando bene nel disturbo".

  • NO: Non trasformatevi in poliziotti del piatto. Il controllo genera solo altro controllo.

 


A chi rivolgersi

la rete che salva

Se sospetti che qualcuno stia lottando, non aspettare che "passi da solo". I DCA sono malattie psichiatriche gravi che richiedono un approccio integrato: Mente, Emozioni e Corpo.

  1. Medico di base o Pediatra: Per un primo check-up fisico fondamentale.

  2. Centri Specializzati con Psicologo Psicoterapeuta insieme a Nutrizionista/Dietista: Per andare alla radice del "perché" il cervello ha scelto questa strategia e per riabilitare il corpo senza calorie, ma con consapevolezza e dove l'equipe lavora insieme quando .

  3. Numero Verde Nazionale: 800 180 969 (gratuito e anonimo).

Non siete soli in questo cammino

La vita è troppo preziosa per lasciarsi rubare la gioia da uno specchio o da una caloria. Noi di Emotifood abbiamo creato il percorso Nutrimind proprio per questo: per essere quel ponte che manca, per darti strumenti pratici ogni giorno direttamente sul tuo smartphone, perché sappiamo che la guarigione non avviene solo nello studio del medico, ma nella vita di tutti i giorni.

Se sentite che il buio è troppo fitto, ricordate che c'è una strada oltre...Percorriamola insieme.

La parola a chi vi accompagna ogni giorno

📝 Dalla Dott.ssa Emanuela Russo "Ricordate: la guarigione non è una linea retta e non è una performance di perfezione. Si tratta di trattarsi con rispetto anche quando il rapporto con il cibo sembra un labirinto senza uscita. Nutrire bene se stessi non è un dovere estetico: è un gesto quotidiano di cura verso la propria vita, che è troppo preziosa per essere ridotta a un numero sulla bilancia."

🧠 Dal Dott. Emanuel Mian "La vera libertà non nasce quando riesci a controllare ogni caloria, ma quando smetti di essere in guerra con quello che senti. Ogni volta che scegli di parlarne invece di chiuderti nel silenzio, ogni volta che respiri invece di reagire a un'emozione attraverso il cibo, stai tracciando una strada oltre il buio. Non è disciplina: è intelligenza emotiva applicata alla vita.

Vi lasciamo con una meditazione del perdono adattata e tratta dal libro "Fuga dalla Bilancia" edito da Feltrinelli.

 

Mi perdono,

mi perdono per come sono.

E perché sono come sono.

Attraverso le incertezze, il mio dolore e la confusione che sento ora,

Io mi perdono.

Perdono i miei pensieri.

E perdono le parole e le azioni che mi hanno fatto soffrire finora.

Mi perdono per il dolore che ho volutamente o involontaria- mente causato agli altri.

Mi perdono per ciò che posso aver fatto a me stesso.

Mi perdono perché sto imparando e imparo a ogni episodio, anche se dovesse ripresentarsi

Perdono anche l’episodio, l’abbuffata o la restrizione o la costrizione, perché voleva insegnarmi qualcosa

Mi perdono perché forse ancora non ho compreso che il cibo o il controllo del corpo non sono risposte.

Mi perdono.

 

Emanuel Mian

La tua rinascita inizia con un respiro, non con un divieto. Oggi, in questa Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, il regalo più grande che puoi farti è smettere di giudicarti per quello che mangi e iniziare a vederti per quello che sei: una persona che merita di vivere con leggerezza.+2

Insieme, il cambiamento diventa possibile.

Nutrimind è il nostro percorso multidisciplinare dove non sei mai solo/a. Avrai al tuo fianco psicologo e nutrizionista a portata di smartphone, per un supporto quotidiano "pasto dopo pasto".

Inoltre, informiamo che per scuole, centri sportivi e associazioni realizziamo supervisioni cliniche e corsi formativi specifici per imparare a riconoscere e gestire precocemente i segnali di disagio alimentare.

Per informazioni puoi chiamare la segreteria generale dal lunedi al venerdi' dalle 15 alle 19 al numero 329-4071214oppure scrivici a INFO@EMOTIFOOD.IT.

Buona Giornata del Fiocchetto Lilla da Emanuela ed Emanuel.. Insieme siamo Emotifood 🎀✨

In questa foto stavamo proprio scrivendo questa newsletter...


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